Agape

Bollettino 30 Ottobre 2016

Copertina Bollettino 30-10-16

Per bollettino 30 ottobre 2016 completo: Clicca qui

Bollettino 23 Ottobre 2016

Copertina Bolletino 23-10-16

Per bollettino 23 ottobre 2016 completo: Clicca qui

Bollettino 16 Ottobre 2016

unnamed

Per bollettino 16 ottobre 2016 completo: Clicca qui

 

il dodicesimo anno di fondazione

Domenica 17 marzo, la Chiesa Battista Agape di Treviso, dallo scorso novembre, accolta come membro effettivo della UCEBI, ricorderà il  dodicesimo anno di fondazione.

Questa importante data, come non vedere la creatività del nostro Signore, sarà preceduta,  sabato 16 marzo, dal Culto di insediamento del Pastore L. Claudio  Martelletto, che assieme al Pastore Caio, da dieci anni Pastore  della Chiesa, si prenderanno cura delle pecore di Treviso. Per la Chiesa Agape saranno due momenti di festa e di ringraziamento a Dio, per quanto sta facendo per questa sua Chiesa. Crediamo che per l’Italia, avere una chiesa con due Pastori sia veramente una benedizione del Signore.

 

I Cieli Sono i Limiti!

 

 In questo periodo natalizio, ricordiamo il profondo amore di Dio per noi.  Un amore che non ha limiti, perché nella grandezza del suo amore, Lui   invia  Suo figlio, Gesù, a vivere in mezzo agli uomini e donarci  la grande salvezza.

Natale è comprendere la grandezza di Dio, che dimostra non avere limiti nel prendere gli uomini e farne nuove creature che possano  abitare eternamente con Lui. Questo è il Regno di Dio in mezzo a noi,  quindi possiamo dire che  Dio con noi.

Quando leggiamo nella Bibbia riguardo  il Regno di Dio, possiamo capire che  la vera presenza di Dio,  non  è  una cosa astratta e neanche irreale, ma è la SUA presenza viva , perciò possiamo dire con sicurezza che è il cielo è  Dio e Lui  è  con noi. Chi ha avuto una profonda esperienza con Dio può capire questo rapporto e veramente sentirsi in cielo, perché Lui è presente.

Sfruttare questa presenza è la nostra grande sfida, perché il Regno di Dio è la Sua volontà completa che si adempie  nella nostra vita.

Perciò in Cristo non esistono limiti per manifestare il grande amore  verso di noi.  La Sua presenza potente è la grandezza che può cambiare qualsiasi cosa. Nel Regno di Dio viviamo con la presenza costante di Dio, che è il nostro cielo.

Un grande abbraccio e buona preparazione in Cristo per questo Natale.

                                                                                    

                                                                                                                     Pr. Caio Bottega 

 

Sei spento o acceso?

 Attorno a noi vediamo un mondo di persone spente, senza  la luce.

 

La luce è una gran bella cosa e ce se ne accorge soprattutto quando viene a mancare. Ma c’è una “luce”, che potremmo definire INTERIORE, che è ancora più importante e preziosa.

Hai mai notato quante persone attorno a te sono SPENTE.

I motivi sono diversi: a volte sono tristi e vuoti perché sono SOLI; altre volte perché hanno subito una disgrazia; in altri casi sono in crisi perché sono stati lasciati da chi li amava; qualcuno è disperato perché non trova lavoro o casa; ecc., ecc.
Ma ci sono anche molte persone che apparentemente stanno be­ne, hanno tutto, eppure sono depresse, SPENTE .

Quando si sta bene dentro va tutto meglio,in casa, al lavoro, con gli altri.

Il segreto per star bene davvero, per avere pace e gioia, non è una medicina, non è un conto in banca, non è un libro o una filosofia ma è una PERSONA!  Un giorno Gesù esclamò: “Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Gv. 8:12).

Gesù ha sempre mantenuto le Sue promesse, perché è il Figlio di Dio, perché è la Verità assoluta e perché ci ama.

In che modo Gesù può risolvere i nostri problemi e illuminarci la  vita ?

E’ semplice, il  problema di fondo è un problema spirituale, interiore, perciò SOLTANTO GESU’ può intervenire nel profondo del  cuore e riconciliarci col Padre, darci pace e serenità. 

La tua vita e’ davvero vuota e insoddisfatta, ti  sembra di camminare al buio, senza sapere dove andare, perciò chiedi a Gesù “la vera luce” .di entrare nella tua vita e di guidarla Lui. Sarà  un’esperienza straordinaria, sentirai per la prima volta che Gesù non è una religione o un personaggio storico, ma è risorto e vivente. Egli riempirà letteralmente di luce e gioia il tuo cuore, buttando fuori tutto il marciume che c’era e da allora saprai bene cosa significa avere la luce della vita.!

Non diventerai  un religioso (in genere i religiosi sono più “spenti” degli altri), ma diventerai un figlio di Dio come tanti altri tuoi amici che con te godono questa nuova vita con Gesù Cristo, la Luce del mondo.

“… chi cammina nelle tenebre, non sa dove va. Mentre avete la luce, credete nella luce, affinché diventiate figli di luce” (Gv 12:35, 36).

Buona  settimana                                                                            La Redazione.

 

Speranza in Cristo!

 

Speranza, questa parola, indica,  una delle esperienze più importanti nella nostra esistenza.Avere speranza è qualcosa che ci mantiene in vita, perché confidiamo  che qualcosa di nuovo possa succedere e cambiare qualcosa della nostra vita.

La speranza è  certamente qualcosa di bello, perché  fa sognare e quando esiste il sogno,  significa che  esiste ancora un pizzico di gioia nel cuore.

Ci stiamo avvicinando al Natale: la nascita del Bambino Gesù, ossia Dio, incarnato in mezzo agli uomini, diventa per noi una profonda realtà. Dio manifesta il Suo grande amore e questo grande avvenimento ci da una nuova speranza di vita.

Perché ,  se  Dio viene a vivere in mezzo a noi, significa che Dio può fare  grandi cose in favore del Suo popolo.

Speranza è mettere nelle mani di Dio ogni situazione che viviamo  e avere la certezza che Lui si  prenderà cura di noi. Così potremo camminare in pace perché  la nostra  vita è affidata a Lui.Quando esiste Cristo la speranza non finisce, perché  Egli è sempre  favorevole alla nostra situazione.

Quando esiste Cristo possiamo  rimettere su di Lui tutte le nostre angosce perché  sappiamo che Lui si  prenderà cura di ciascuno di noi..

Questo periodo sia il momento giusto,  per riprendere le  forze sapendo che Dio in Cristo è la nostra  viva e presente speranza.

Dio non ci  delude,   ci ama, ci sostiene, perciò possiamo sperare in Lui,

Un forte abbraccio.

                                                                                                

                                                                                                                                                             Pr. Caio Bottega

 

21 Dicembre 2012….

 

Recentemente, ho visto un documentario sull’anno che sta  per  terminare.Migliaia di persone in tutto il mondo, si stanno confrontando con le profezie che enunciano alcuni fatti che succederanno in questo mese di dicembre.  Alcuni dicono che  ci sarà la fine del mondo, invece altri affermano che ci sarà  una trasformazione in una nuova  era.

Molti si sta preparando materialmente e spiritualmente  a vivere una realtà differente che, dicono,comincerà subito dopo il giorno 21 dicembre 2012.

Un altro ordine quindi sarà stabilito per i sopravissuti.

Ci sarà una trasformazione spirituale, secondo questi “profeti”, che si basano principalmente sul calendario del popolo Maia dell’America Centrale. Alcuni credono che questo  nostro tempo arriverà alla fine e che ci saranno mutamenti astronomici e fatti straordinari..

Il cristiano, fedele agli insegnamenti delle Sacre Scritture, non è preoccupato per questi falsi profeti. Egli si sta preparando dal momento in cui , ha deciso di vivere giornalmente con il Signore Gesù , inoltre crede che è stato creato per vivere  per tutta l’eternità e che questo mondo sarà un giorno trasformato in un nuovo cielo e in una nuova terra  “ Poi vidi un nuovo cielo e una nuova terra, poiché il primo cielo e la prima terra erano scomparsi, e il mare non c'era più.” (Ap. 21:1)   

Proprio Gesu’ insegnò ai suoi discepoli, che solamente il Padre sa quando sarà il giorno e l’ora che questo succederà. “Ma quanto a quel giorno e a quell'ora nessuno li sa, neppure gli angeli del cielo, neppure il Figlio, ma il Padre solo”(Mt 24:36). Ci saranno dei segnali, come  terremoti,tempeste,  fuoco, carestie, caduta di  meteoriti e mancanza di acqua.

Ci sono persone che hanno una vita,  non all'altezza degli avvenimenti di quel giorno. Vivono come  se niente dovesse succedere, pensano che la esistenza sia solo lavorare,mangiare e bere.

Gesù ha avvertito che dobbiamo essere, SEMPRE,  preparati, perché non sappiamo quando egli tornerà.

Nostro Signore, apparirà nell’ora quando meno lo aspettiamo. 

La preparazione, consiste quindi solamente nel consegnare la vita a Gesù  e seguirlo sempre.  

Non importa la data del ritorno di Gesù,  ma la nostra condizione davanti a Dio.

Buona settimana

                                                                                                                         La Redazione.

 

Vedere per credere o credere per vedere?

  Il carceriere, chiesto un lume, balzò dentro e tutto tremante, si gettò ai piedi di Paolo e di Sila; poi li condusse fuori e disse: «Signori, che debbo fare per essere salvato?» Ed essi risposero: «Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato tu e la tua famiglia». (Atti 16:29-31)

 

Quante volte abbiamo detto e sentito “Vedere per credere”! Per essere sicuri di qualcosa, vogliamo prima toccare con mano, vogliamo prima vedere!  Ed è vero, è giusto, è quasi indispensabile per non essere facilmente raggirati. Sicuramente questo atteggiamento incredulo nel suo rapporto con Dio, era comune all’uomo e possiamo constatarlo anche tra i grandi uomini di Dio, dell’Antico Testamento , ma penso che quello che si adatta di più  sia quello di Tommaso, uno dei dodici:

Gli altri discepoli dunque gli dissero: «Abbiamo visto il Signore!» Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi, e se non metto il mio dito nel segno dei chiodi, e se non metto la mia mano nel suo costato, io non crederò».( Giov.20:25).

Se già allora, questa incredulità non era del tutto giustificata per un apostolo di Gesù, non lo è nemmeno per gli uomini d’oggi, infatti è beato l’uomo che dopo aver creduto può vedere la salvezza. Quindi: “Credere per vedere!”. Ossia tutto l’opposto!

La salvezza ci è donata su un piatto d’oro e per vederla e poi prenderla, lo abbiamo letto, basta “Credere nel Signore Gesù”.

Questo ci promette la Parola. Credere, significa confidare, essere certo, essere sicuro che quanto letto dalla “Parola” è vero, e lo Spirito Santo ce lo conferma! Questo credere presentato così, nella sua unicità e semplicità, ci porta direttamente alla risposta data da Gesù a Tommaso: Gesù gli disse: Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno veduto, e hanno creduto. ( Giov. 20:29.)

Buona settimana.

                                                                                             Furio A.

 
© 2010 - AGAPE - Chiesa Battista Treviso