Agape

FREQUENTARE LA CHIESA.

“E com’era solito, entrò in giorno di sabato nella sinagoga” (Lu.4:16) Appare evidente come Gesù avesse delle buone abitudini a cui si atteneva stabilmente. Qui vediamo come fosse solito frequentare il culto   di sabato nella sinagoga. Questa era stata la Sua consuetudine fin dalla fanciullezza, e sebbene fosse il Figlio di Dio, e fosse stato manifestato come il Messia, Egli continuava ad osservare questa usanza. Oggi alcune persone non reputano importante la frequenza ai Culti domenicali. Forse essi trovano dei difetti nel Pastore: non li ciba, essi dicono. Forse intendono dire che non li diverte. Senza alcun dubbio Gesù ascoltò molti sermoni ed interventi poco brillanti, ma per questo motivo non si allontanò dalla sinagoga. Vi si recava per adorare Dio, non per ricercare un intrattenimento di tipo intellettuale. Altri si tengono lontani dalla comunità, poiché ritengono che al suo interno ci siano molti credenti incoerenti  e la Chiesa appare ai loro occhi assai imperfetta. Sappiamo che era così anche al tempo di Gesù. C’erano molti Israeliti, tanto a Nazaret come altrove, che apparivano molto inadeguati. Possiamo apprenderlo  da alcune parole pronunciate dal Maestro contro  eminenti religiosi dei Suoi giorni come Egli considerasse qualche membro del­l’assemblea particolarmente importante. Se Egli poteva adorare Dio in una congregazione di persone tutt’altro che perfette, anche noi dovremmo essere in gra­do di farlo. Se il Signore, con tutte le risorse della natura divina di cui poteva disporre, riteneva necessario frequentare la sinagoga, tanto  più noi abbiamo bisogno di frequentare i culti della comunità locale. Qui la lezione tocca in maniera particolare i bambini e i giovani. Ge­sù conservava questa abitudine dalla Sua giovinezza, e non la interruppe mai nel corso di tutta la Sua vita.

Buona settimana.

 

Essere Libero!

Libertà o  schiavitù? La scelta è personale e ciascuno  decide ciò che vuole. Dio ci ha dato un prezioso consiglio, che si chiama perdono, cioè ritornare a vivere con gioia. Tante persone hanno perso la gioia di vivere in comunità perché hanno abbandonato questo consiglio divino. Perdonare non è il fare bene agli altri, ma  a se stessi. Quando usiamo questo consiglio, la  vita ci da  una grande pace e possiamo dire che troviamo la vera libertà. Nessuno di noi ha il diritto di vendetta o di sentirsi superiore agli altri, in modo da  non concedere il perdono. Tutti noi dipendiamo gli uni dagli  e perdonare,  significa offrire la vita a se stessi. Il perdono è vita, è guardare gli altri negli occhi e vivere  una crescita spirituale con Dio. Quando perdoniamo ritroviamo il sorriso e   un profondo rapporto di amicizia con Dio. Perdonare, significa,  riconoscere la sovranità di Dio, affermando  che Lui è molto più saggio di noi. Perdonare significa umiliarsi e togliere la superbia dai  nostri cuori. Quando  succede qualcosa  che non va d’accordo con quello che penso, è il  momento di valutare la mia vita e manifestare un cuore  pronto a perdonare. Quando il perdono non si manifesta divento schiavo e mi allontano dalle persone che sono intorno a me. Il perdono è libertà, ma chi decide sono io.

Un abbraccio.

                                                                                         Pr. Caio  Bottega

 

Matteo 5:44

Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, (Matteo 5:44)

 
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